Italia, Politica

E se Cagliari non fosse un caso

Alcuni giorni fa il sito Termometro Politico ha diffuso il sondaggio realizzato da Tecnè e commissionato da Forza Italia che evidenziava un significato calo della Lega, rispetto al 19 dicembre, un lieve recupero del M5S e una discreta risalita del PD e di Forza Italia.
L’altra domenica il risultato delle suppletive di Cagliari, dove si è votato per il seggio parlamentare vacante dopo le dimissioni di un parlamentare grillino che a Montecitorio ha preferito le regate, ha punito i partiti di governo, anche se è necessario ricordare che ha votato il 15% dell’elettorato. Tuttavia, deve essere anche sottolineata la discesa in massa dei leader gialloverdi in Sardegna, però i comizi di Salvini a Cagliari e Sant’Elena al grido di “prima i sardi’ non hanno spostato gli equilibri e nemmeno il boom di selfie di Di Maio ha evitato il crollo dei consensi grillini che oltre al seggio hanno perso per strada più della metà dei voti conquistati un anno fa.
Il 15% di elettori è senza dubbio un indice di scarsa partecipazione al voto, però è un buon numero se usato come “campione” per un sondaggio, per testare l’umore dell’elettorato.
Senza dubbio il voto di Cagliari deve essere considerato nella sua dimensione politica e geografica anche se alla luce dell’arretramento nel consenso delle forze di governo è lecito porsi qualche domanda intorno al “consenso” bulgaro che sondaggisti e commentatori attribuiscono alle forze di governo. Nel senso, sarà come lo raccontano, oppure le opinioni nella società italiani sono più complesse e magmatiche di come vengono rappresentate.

Sondaggi e commentatori avevano ignorato il candidato progressista che ha vinto il seggio a Cagliari, notisti affaticati a seguire Salvini e Di Maio non hanno intuito che l’umore dei cagliaritani non coincideva con quello dei supporters  che applaudivano Salvini o chiedevano il selfie a Di Maio.


Insomma una rappresentazione distorta della realtà che finisce per far percepire la forza politica in modo diverso dalla realtà.
Comincia ad essere chiaro, e farebbero bene ad esserne consapevoli anche le opposizioni, che il reddito di cittadinanza, tra limiti, veti, correzioni sarà solo l’evoluzione del reddito da inclusione già esistente, che quota 100 è solo un correttivo alla Fornero che la stessa professoressa auspicava. Niente di più ed i dati lo dicono.

A questo punto, anche sulla base di nuovi sondaggi che circolano nelle ultime ore e che sembrano accreditare disullusione e malcontento diffuso sull’azione governo gialloverse, è il caso di pensare: “e se Cagliari non fosse solo un caso?”.

Anche perché, mentre i grillini italiani si eccitano con i “gilet gialli”, Macron ha già recuperato molti punti, e sembra sia destinato a recuperarne ancora dopo la discesa in campo dei “foulard rossi”.

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