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Stalli per l'alta rotazione: Urbania ne ha realizzati più del previsto |
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Martedì 26 Gennaio 2010 13:39 |
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Verificare se esistono le condizione per la rescissione del contratto
L'anomalia emersa sul numero della c.d. aree di sosta ad “alta rotazione”, ovvero gli stalli dove non è consentito l'utilizzo degli abbonamenti, è grave perchè rappresenta una grave scorrettezza commessa nei confronti dei cittadini di Latina. «La cosa è ancor più grave – commenta Giorgio De Marchis segretario comunale del PD – in quanto l'assessore Fanti, su richiesta del PD, aveva affermato in Consiglio Comunale che erano stati realizzati 630 stalli per l'alta rotazione come previsto dal contratto, ora ci accorgiamo che il numero è lievitato di molto, pertanto si rende necessario un chiarimento immediato da parte dell'Assessore per capire se Lei stessa è stata vittima di una informazione errata oppure se non ha detto il vero in Consiglio».
Per chiarire meglio questo aspetto, che potrebbe riaprire i termini del confronto politico sulla questione, è stata presentata una interrogazione urgente per conoscere i dettagli del contratto e la fonte delle informazioni comunicate dall'Assessore al Consiglio. «Molti cittadini ci avevano segnalato anomalie che potevano apparire come veri e propri raggiri – continua De Marchis – conseguenti al fatto che le aree di alta rotazione realizzate erano molte di più di quelle segnalate e questo fatto aveva finito per trarre in inganno gli utenti che hanno sottoscritto gli l'abbonamento in base a condizioni decisamente più vantaggiose rispetto a quelle reali, in seguito alle segnalazioni è stato sollevato in Consiglio Comunale un quesito formale». Ora, davanti alla realtà si apre un nuovo scenario «ci sarà da valutare se questa anomalia possa essere la causa di rescissione del contratto da parte dell'amministrazione – aggiunge De Marchis – in caso positivo penso che non ci si debba pensare su nemmeno un minuto, verificheremo questa condizione nelle prossime ore insieme ad un gruppo di avvocati e porteremo la questione all'attenzione della Commissione Trasparenza». Infine c'è da valutare la posizione dell'Assessore Fanti in merito alla dichiarazioni rese in Consiglio che non corrispondono alla realtà «se all'Assessore è stata fornita una informazione sbagliata – conclude De Marchis – l'amministrazione ha l'obbligo di agire nei confronti del gestore del servizio, diversamente se l'Assessore ha detto una cosa sbagliata, evitando casomai di verificare lo stato delle cose prima di rispondere in Consiglio, allora si aprirebbe un problema politico sul quale sarebbe opportuno che lo stesso sindaco riflettesse in merito al mantenimento della delega».
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