| Sicurezza snobbata dal Consiglio |
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Tweet me!| Scritto da Laura Pesino - il Messaggero (ed. 20/02/2010) | |||
| Lunedì 22 Febbraio 2010 09:30 | |||
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L’ultimo consiglio comunale sull’argomento si era riunito in via straordinaria all’inizio di febbraio, poco dopo l’agguato armato a Carmine Ciarelli e i due omicidi di Massimiliano Moro e Fabio Buonamano, consumati nell’arco di un solo giorno. In gran fretta il sindaco convoca nell’aula consiliare i rappresentanti delle forze dell’ordine, il prefetto, le autorità. Una sorta di passerella, nessun dibattito, solo un documento unanime. Ma ieri, a quasi un mese di distanza, i fatti di sangue che hanno catapultato il capoluogo sulle cronache nazionali erano evidentemente già più lontani, l’eco dell’allarme sicurezza lanciato a Latina di gran lunga meno forte. E la maggioranza diserta quasi completamente l’appuntamento del consiglio comunale convocato sul tema della sicurezza, quello in cui l’amministrazione avrebbe dovuto assumere impegni precisi sull’argomento. Il risultato è che l’assise si apre sulle preoccupanti assenze fra i banchi della maggioranza. In tutto sei o sette consiglieri e tre soli interventi, da parte dei capigruppo Giuseppe Di Rubbo e Cesare Bruni e di Mario Giulianelli. Nessun documento pronto, nessuna proposta, ma qualche richiamo al documento già redatto ed approvato dall’aula nel corso del consiglio comunale precedente. Il Pd, in apertura, chiede un intervento di Enrico Della Pietà, delegato alla sicurezza. Assente. Come pure la maggior parte dei componenti della giunta. A turno dai banchi dell’opposizione arriva il monito a non sottovalutare gli episodi di criminalità avvenuti a gennaio, a non abbassare la guardia, a mantenere sempre vivo il dibattito sull’argomento. Il capogruppo Maurizio Mansutti parla di episodi trattati come «piccoli fenomeni criminali, quasi a misconoscere la realtà delle cose», il consigliere Giorgio De Marchis punta il dito contro il «disinteresse della maggioranza», Antonio Cozzolino chiede impegni precisi dell’amministrazione e risorse in bilancio per la sicurezza. Rispondono solo Di Rubbo e Bruni, che invitano a cercare soluzioni politiche condivise e una «fermezza unitaria e massiccia della politica». Ma è un dibattito che stenta a decollare e che di lì a poco si conclude con l’intervento del sindaco, che traccia le linee di un’analisi sulla criminalità pontina, che ha radici lontane e che ha profondamente mutato la società, e rinnova l’invito a ricercare soluzioni politiche condivise. A mattinata inoltrata, con soli otto consiglieri in aula, l’assise si chiude per mancanza del numero legale e il dibattito sulla sicurezza viene rinviato. Il Pd deposita però agli atti un documento su cui annuncia battaglia. Dopo un’analisi che punta il dito anche sulle «risposte deboli delle istituzioni locali», si rinnova la richiesta di istituire una sezione distaccata della Dda e un osservatorio tecnico sulla criminalità e sui flussi commerciali della città, di reperire risorse in bilancio sulla sicurezza, di definire la pianificazione urbanistica e infine di aderire all’associazione “Avviso pubblico”, che simbolicamente riunisce i Comuni antimafia.
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Grave atteggiamento dei Consiglieri Comunali del PdL che hanno preferito non partecipare ad un Consiglio Comunale importante come quello sulla sicurezza. Quanto è avvenuto è la chiara dimostrazione che il centro destra di Latina non vuole mettere in campo nessuna strategia reale contro la criminalità limitando la sua azione all'organizzazione di eventi propagandistici inutili come il Consiglio Comunale parata che si è celebrato alla presenza delle autorità.