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Michele Marangon ha intervistato Giorgio su "la Provincia" del 2 marzo 2010
Analisi di De Marchis e una proposta: «Futuro sindaco con le primarie» «Zaccheo si preoccupa solo di anestetizzare i fallimenti» «La Fondazione teatro è solo la punta dell’iceberg» «Latina è ferma da 17 anni, dall’epoca di Ajmone Finestra»
Giorgio De Marchis a tutto campo. Il segretario comunale del Pd lancia un affondo al centrodestra per la mala gestione della città, e propone il centrosinistra come unica possibile alternativa alle prossime elezioni comunali.
Si parte dall’ultima imbarazzante vicenda, quella della Fondazione teatro e dei relativi debiti. «In merito a questo - dice De Marchis - Zaccheo non fa altro che anestetizzare i fallimenti. Appena scoppia il caso, il problema del giorno dopo e come far svanire la notizia, e non come risolverlo. E di esempi se ne possono fare tanti: dal lancio dei lavori sull’ex Icos al dubbio cambio di destinazione d’uso per palazzo M. Per non parlare della metro con i cantieri fermi ma già sotto la lente della giustizia e, per rimanere in tema, della stessa cittadella giudiziaria»
Sì, ma la Fondazione? «Il Comune è un malato cronico - dice De Marchis - e la Fondazione non è che la punta di un iceberg: Latina è ferma da 17 anni, dall’epoca di Ajmone Finestra».
Ma il centrosinistra cosa potrebbe offrire alla città? «Innovazione e voglia di investire: su questo hanno lavorato molto bene i consiglieri uscenti Domenico Di Resta e Claudio Moscardelli. Andate a vedere i finanziamenti regionali per i centri civici e per gli oratori, solo per fare qualche esempio. Noi - dice De Marchis - possiamo garantire il futuro, fatto di sviluppo e di formazione d’eccellenza con lo sviluppo dell’università. I tempi sono maturi per raccogliere le forze del centrosinistra e anche gli elettori del centrodestra che meritano un’alternativa... »
Ma mancano due anni e più alle votazioni... «Innanzitutto - dice il segretario comunale- l’alternativa va costruita con le forze politiche che hanno scelto l’opposizione e con le numerose forze civiche della città. Per la scelta del candidato, poi, non possiamo ricondurre il tutto ad una regolamento di conti interno al Pd. Serve un metodo chiaro e riconoscibile come quello delle primarie e se ci fosse una mia ipotesi di candidatura, questa sarebbe a disposizione degli elettori. Credo - conclude - che la decisione non possa scaturire da una prova muscolare di un congresso o da un’assemblea di circolo...»
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