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Nell'rticolo di Graziella Di Mambro, pubblicato su Latina Oggi nell'edizione del 9 marzo, Giorgio ha espresso alcune perplessità sul sistema di raccolta dei rifiuti e sul decorso della città, annunciando la richiesta della istituzione di una Commissione Consiliare di controllo sul sistema di raccolta dei rifiuti a Latina.
Un piano economico da 21 milioni, aumenti in bolletta del 10%. Eppure non basta
Cumuli di immondizia come a Napoli, nessun controllo dal Comune
SENZA avere cumuli di rifiuti in «stile Napoli» il Comune di Gaeta ha appena chiesto un risarcimento di due milioni alla società che si occupa del servizio. Nel capoluogo le strade sono invase da rifiuti e sacchetti sparsi ormai da due anni e alla Latina Ambiente non solo non è stata fatta alcuna contestazione contrattuale, ma nessuno ha chiesto neppure una spiegazione perlomeno accettabile.
Così vanno le cose per la spa più rispettata tra tutte quelle che hanno messo le mani sul business dei rifiuti in provincia di Latina. Con un piano economico e finanziario che supera i ventuno milioni di euro e aumenti progressivi nelle bollette (solo quest’anno è previsto un più 10% di media), la partecipata del Comune di Latina gode di una sostanziale immunità sullo stato del servizio, sulle clausole contrattuali, sulle tariffe, le riscossioni, persino sui dati della raccolta differenziata.
I quali vengono calcolati sulla base delle bolle di accompagnamento e le fatture del materiale differenziato, senza che sia possibile alcuna altra forma di riscontro. I dati reali si attestano poco sopra il 20%, niente rispetto agli obiettivi prefissati. Il presidente della spa, Vincenzo Bianchi, non potendo parlare di «successo» nella raccolta dei multimateriali continua ad attribuire il palese fallimento alla scarsa attitudine dei cittadini a differenziare e, in più, afferma che non vengono rispettati gli orari e i giorni stabiliti per il conferimento. Troppo poco per giustificare lo «spettacolo» di queste settimane in tutti i quartieri della città, compreso il centro storico che dovrebbe essere una sorta di biglietto da visita. E’ infatti assai più plausibile che la raccolta dei rifiuti, compresa la differenziata, sia ridotta come la si vede per carenza di mezzi di trasporto e uomini impegnati sul vastissimo territorio del capoluogo. Ma anche qui il nodo centrale non è rappresentato dalle disfuzioni nel servizio della Latina Ambiente, quanto dalla assenza di controlli. Anche di questo si parlerà nella Commissione di oggi formalmente convocata solo per affrontare la spinosa questione delle bollette dei benzinai; il Pd, secondo quanto annunciato ieri dal consigliere Giorgio De Marchis, pensa di mettere in agenda anche «il decoro della città» e quindi i cumuli di rifiuti abbandonati. «Dopo la fase sperimentale che comprensibilmente si poteva immaginare caotica - dice De Marchis - è arrivato il momento di tirare le somme. Penso che al punto in cui siamo sia utile la istituzione di una commissione di controllo sul servizio svolto dalla Latina Ambiente e sulla credibilità dei dati forniti in relazione alla differenziata e agli investimenti in mezzi e personale. Se non ci sono anomalie la società dovrebbe essere ben lieta di accettare questa proposta e magari entrare a far parte dell’organismo di controllo».
Invece, come si è capito in questi anni, la Latina Ambiente ai controlli è allergica.
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