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Sono convinto che anche a Latina, in linea con quanto proposto dal Segretario Pierluigi Bersani, sia necessario lavorare alla costruzione del Nuovo Ulivo che diventi il perno di una Alleanza Democratica tra le forze politiche e le aggregazioni sociali e civiche alternative al centrodestra.
I fatti stanno dimostrando che il PD ha avuto ragione quando ha sfiduciato Zaccheo, mettendo fine a 10 anni di malgoverno della città, per questo la strada per l'alternativa non deve passare per un accordo con pezzi di destra che sono stati protagonisti di questa brutta stagione politica.
Per vincere servono candidature credibili e posizioni chiare. E' necessario capire che anche nell'elettorato di destra della città c'è una gran voglia di cambiamento che soltanto una nuova alleanza tra le forze progressiste e le forze civiche potrà interpretare.
di seguito l'intervista a "la Provincia" del 24 agosto 2010
«Pd, no ai pezzi di destra»
De Marchis:«Abbiamo più coraggio del partito nazionale»
La ripresa dell'attività politica è alle porte. Il Partito democratico è però fermo all'anticamera, alle prese con l'organizzazione della festa provinciale di Latina. Non si sa se più bersaniana o franceschiniana: ad ogni modo sarà l'occasione per riaccendere i riflettori su quello che è stato, e soprattutto su quel che sarà del capoluogo pontino, da mesi senza guida politica e teatro dello sfaldamento della destra ancor prima che la vicenda Fini -Berlusconi si trasformasse nel tormentone che tutti conoscono. Latina riesce sempre a stupire: se per la destra è stato un laboratorio ( almeno così dicevano), per il centrosinistra potrebbe assurgere ad esempio di una possibile riconquista. Ne è convinto il segretario cittadino del Pd Giorgio De Marchis «In primo luogo - dice l'ex consigliere comunale - Latina è stata un laboratorio per il tracollo della destra. Si è dimostrato che quella del capoluogo è stata lo specchio di una crisi nazionale. Chi come me, insieme ad altri consigliere comunali, ha vissuto lungamente il consiglio, se ne era già accorto» In qualche modo siete stati accusati di essere stati conniventi con i nemici dell'ex Sindaco... «Ricordo le polemiche del dopo dimissioni alimentate da quanti cercavano di distinguere tra chi era pro, e chi contro Fazzone, senza comprendere in realtà la portata della scelta del Pd di mandare a casa Zaccheo. Ricordiamo che senza di noi non ci sarebbero stati i numeri per la sfiducia. Latina - prosegue De Marchis -ha anticipato la crisi del Pdl nazionale e diversamente da quanti, anche illustri intellettuali, ci proponevano di sostenere Zaccheo, noi abbiamo scelto di finirla con quella esperienza». Lasciamo il passato alle spalle, quali sono i riflessi futuri di questa pessima stagione politica? «Tutto questo ha determinato la riapertura di una partita che sembrava chiusa per sempre. Oggi che quel dibattito surreale è finito, mi auguro che il partito abbia capito che le elezioni si possono vincere. E questo - prosegue De Marchis -senza svendere niente a nessuno: d'altra parte auspichiamo che passi un messaggio per cui la vittoria del centrosinistra sia conseguente ad una sconfitta del centrodestra, e non ad un accordo con pezzi di destra. Il Pd per certi versi ha vinto una prima scommessa, ed oggi ha tutte le carte in regola per dimostrare di poter governare». Sembra che ai big, Bersani & co., manchi il coraggio che avete avuto voi nel dare una spallata definitiva ad un centrodestra ormai al lumicino... «Mi auguro - conclude De Marchis - che anche il Pd nazionale la faccia finita di essere subalterno alla destra e di inseguirne i personaggi, così come ha rimarcato nei giorni scorsi il il presidente della provincia di Roma Nicola Zingaretti». |