Italia, Politica

Priorità e campagna elettorale, fattori inconciliabili

La campagna elettorale è iniziata a suon di promesse farlocche, tutti che vogliono tagliare tutto. Una rincorsa al taglio come non si era mai vista. Inutile parlare di coperture, il termine non è di moda,

soprattutto in campagna elettorale. Il canone Rai, le tasse universitarie e quelle ordinarie, e poi mance e assegni per tutti. Redditi minimi, sostegni, erogazioni varie. Insomma, se non sono clown al circo manca poco.

Però alla luce dei recenti sviluppi viene voglia di rimpiangere quei giorni pieni di folclore, meglio di questi giorni incupiti da una campagna ripiegata sulla paura e sulla chiusura. Il tema della sicurezza ritorna, senza che nessuno si interessi ai dati sui furti, gli omicidi ed i reati legati alla sicurezza che raccontano una storia diversa quella rilanciata quotidianamente da destra, populisti e stampa mainstream.

Sembra di rivivere quei giorni del 2008, quelli che portarono Alemanno in Campidoglio sulla scia di un terribile fatto di cronaca nera commesso anche in quel caso da un cittadino straniero. Bastò qualche settimana per capire che i problemi di Roma erano ben altro che la sicurezza ed era facile prevedere come sarebbe finita. Però la memoria del Paese è ancora più corta di quello che si crede, non solo quella dei cittadini ma, soprattutto, quella di chi dovrebbe raccontare il Paese per quello che è, davvero.

Stavolta, in più c’è il dibattito su fascismo/antifascismo, una cosa che in questi termini reesiste solo in Italia, un approccio identico a quello di venti o trenta anni fa.

Niente, sarebbe bello avere un paese normale, che si confronta sul futuro, sulle prospettive economiche, sul welfare, sulla modernizzazione necessaria della PA, che fissi standard alti per il dibattito pubblico. Che si impegno nella risoluzione strutturale dei problemi e non si trasformi in un amministratore di condominio pronto a mettere le pezze.

Le priorità in una campagna elettorale di un paese moderno dovrebbero riguardare le strategie industriale da sostenere, le analisi costi-benefici, l’integrazione Europea, lo formazione e l’istruzione, la Green economy e la sostenibilità. Anche su queste sfide si gioca il futuro del paese, la sicurezza finirà quando si spegneranno i riflettori e si tornerà alla normalità post elettorale.

In mezzo a questo c’è qualcosa di positivo che succede e porta il nome di Carlo Calenda e la chiusura della trattativa sulla Ideal Standard.

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