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Vince, non vince, forse ce la fa però…

La vittoria di Zingaretti e l’approssimazione dei notisti

Non è un bel momento per i notisti politici che, tuttavia, si impegnano a fondo per peggiorare la situazione. La netta affermazione di Nicola Zingaretti nelle primarie del Partito Democratico non solo ha restituito al più “antico” partito di massa una leadership legittimata ed autorevole, ma ha anche reso evidenti i limiti, la superficialità e l’approssimazione con la quale viene raccontata la politica italiana.

Cronisti politici costantemente impegnati nell’inseguimento del “chiacchiericcio” ma poco avvezzi nella lettura dei dati, nell’analisi dei risultati, nella comparazione degli eventi.

E’ successo che nella prima fase del congresso del PD le cronache erano piene di ricostruzioni che vedevano Zingaretti perdente tra gli iscritti, pronti a seguire gli orientamenti del corpaccione renziano schierato su Martina.

Previsione errata, Zingaretti ha vinto sfiorando il 50% un’affermazione netta. Eppure, per tirare fuori un a previsione più vicina alla realtà sarebbe bastato rileggere i dati del congresso che tra Renzi e Cuperlo. Nel 2013, adottando lo stesso schema di ragionamento anche se ribaltato rispetto ai soggetti, i cronisti raccontavano di un Cuperlo vincente tra gli iscritti grazie all’organizzazione dei reduci della “Ditta”, invece vinse Renzi senza che nessuno avvertisse la necessità di correggere il tiro.

Il voto degli iscritti del PD nel 2013 come nel 2019, ha anticipato le svolte politiche interne senza lasciarsi condizionare da scelte di appartenenza ad una o all’altra corrente come piace raccontare ai notisti, però nessuno ha perso tempo ad analizzare questo dato che sarebbe tornato molto utile.

Durante la fase di avvicinamento alle primarie del 3 marzo la maggior parte dei notisti vedeva Zingaretti primo ma senza vittoria, lontano dal 50% con i due avversari pronti ad infilzarlo nell’assemblea nazionale. Qualche cronista più audace si è spinto addirittura a disegnare uno scenario “americano” con Zingaretti primo nel voto popolare ma senza maggioranza di grandi elettori nell’assemblea.

Ricostruzioni, anche in questo caso, smentite dalla nettissima affermazione di Zingaretti nelle primarie, commenti, note ed analisi che alla prova dei fatti si sono dimostrati puri esercizi di fantasia senza alcun ancoraggio alla realtà!!!

La scadente qualità dell’informazione politica è anche lo specchio di una classe politica che chiede al giornalismo di essere più propaganda che informazione, un indicatore pericoloso per la democrazia.

La vittoria di Zingaretti e l’approssimazione dei notisti

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